In questi giorni mi è capitato più di una volta di incontrare sulla mia strada virtuale (in rete) un artista estremamente interessante per tecnica, modalità e messaggi che intende veicolare attraverso le sue opere. Il suo nome o pseudo-nome è Princess Hijab ed è solita aggirarsi lungo le metropolitane francesi con il volto coperto ed un pennarello nero tra le mani. Immagino che starete pensando dove è l’arte o che cosa fa questo personaggio alquanto misterioso. La risposta è semplice: lei applica una sorta di velo islamico a modelle o modelli di pubblicità note di marche di profumi, intimo etc..
Ora non mi voglio dilungare né sul valore simbolico, né tantomeno sul significato che intende comunicare tale artista. Però, vorrei semplicemente esprimere il mio disappunto, in quanto questa ragazza crea una sorta di comunicazione pubblicitaria intorno alle campagne che “dipinge”, creando, non so neance fino a che punto involontariamente, una pubblicità aggiuntiva data dall’attenzione mediatica che ricevono tali manifesti e di riflesso le marche che vi sono dietro. Giorni fa infatti discutendo con un conoscente ho appurato che questa persona ricordava perfettamente tutte le marche che erano divenute come per magia delle “opere d’arte”. Quindi l’intento della pubblicità è stato pienamente assolto…..


























